CENA: “E ORA VE LE CANTO IO”
Dal wrestlig alla musica
Forse quando è stato coniato il modo di dire “ve le canto e ve le suono” lo si è fatto pensando a lui, John Antony Cena (nella foto), il re mondiale del wrestling con il pallino della musica. Il mastodontico John (è alto un metro e 84 per 108 chilogrammi di peso) è stato l’ospite più atteso della serata del Festival di ieri. Già dal pomeriggio, infatti, orde di ragazzini scatenati hanno assediato l’entrata del teatro Ariston per cercare di scorgere il loro idolo. E anche i più cresciuti giornalisti della sala stampa, dove John ha fatto una comparsata, non hanno resistito a chiedere un autografo al disponibilissimo Cena.
Il campione mondiale, soprannominato nell’ambiente “il prototipo”, è sbarcato in Italia anche per promuovere “You can’t see me” il disco che segna il suo debutto nel mondo della musica: “Sto cercando di allargare i miei progetti in questo campo, soprattutto orientandomi verso l’hip hop e il rap, generi che amo da sempre”.
Ma gli interessi di Cena non si orientano solo in ambito musicale, ma anche in quello cinematografico. Uscirà nei prossimi mesi in America il suo primo film “The Marine” dove interpreta il ruolo di un soldato a cui hanno rapito la moglie.
La sua partecipazione sanremese è stata accolta con qualche polemica da parte delle associazioni dei genitori che accusano il wrestling di essere uno sport che incita alla violenza: “Voglio precisare – ha spiegato Cena a riguardo – che noi invitiamo sempre i bambini a non ripetere a casa quello che noi facciamo sul ring. Il wrestling è una disciplina che ha un grande successo tra i giovani, ma noi, per arrivare a questi livelli, abbiamo seguito un percorso di studio ben preciso. Siamo dei professionisti e conosciamo i rischi che del mestiere”.
Cena, che nel cognome vanta origini italiane, ha spiegato di allenarsi 6 giorni la settimana per almeno un’ora e di seguire una dieta precisa. Scontato chiedergli se con tutti quei muscoli si faccia scortare da body guard: “Assolutamente no – ha commentato – non ho bisogno di essere difeso e voglio essere libero di girare da solo. E poi, non voglio evitare assolutamente il contatto del pubblico: se sono diventato famoso lo devo anche a loro”.